La Meridiana

Il mio viaggio iniziò nella Gola di Pandris quando proseguii in una caverna accompagnata dalla mia tutrice di lavoro. Notai un forte puzzo di marciume, decisi di mettermi una benda ben legata all’altezza del naso per non sentire più quel nauseante odore.

La mia tutrice mi confessò la sua voglia d’ inoltrarsi nella buia caverna, mi diceva che erano anni, da quando era piccola, che sognava sempre questo momento di proseguire sola soletta in una lunga cavità di caverna, ma io non glielo volli permettere cercai in tutti i modi di convincerla a non proseguire da sola. Lei non volle sentire scuse, d'altronde era la mia tutrice e dovevo fare ciò che mi ordinava, indi decisi di aspettarla all’entrata.

Cercai di distrarmi mangiando un panino leggero con dentro del sano tacchino ed una nutriente bistecca, non era fame ma era puro nervosismo, non vedevo l’ora di rivedere la mia tutrice, quando un cacciatore passò da quelle parti e mi disse cosa stavo facendo davanti alla caverna, teneva una balestra tra le mani.

Gli raccontai che stavo aspettando la mia tutrice, quando sentii delle urla provenire all’interno della caverna. Il cacciatore mi invitò a proseguire accanto a lui, così insieme ci inoltrammo nella caverna, mi raccontò che in quella caverna vi erano degli orsi malvagi che custodivano degli strumenti scientifici. Spaventata sentii dei lamenti d’orso, la voce della mia tutrice smise di urlare.

Quando il cacciatore scoccò una freccia dinnanzi a noi, tenevo una fiaccola in mano per fare un minimo di luce, colpì l’orso che morì sul colpo, intravidi il corpo inerme della mia tutrice, scoppiai in un mare di lacrime. Quando mi calmai accanto a lei notai un Fosforoscopio ed una Meridiana, il cacciatore mi spiegò il funzionamento mentre portammo il corpo della mia tutrice all’esterno della caverna.

Gli dissi che venivamo da Lot e lui mi rassicurò che l’indomani potava il corpo della donna dai genitori, io non resistevo a stare ancora in quel posto così tornai a lot correndo via con gli strumenti scientifici.

La meridiana verticale a tempo solare vero è costituita da una lastra di marmo sulla quale sono incisi i segni di riferimento e le ore. L'orologio ad ore "babiloniche", è situato nella parete esposta esattamente a Est dell'edificio centrale laddove si voglia utilizzarlo. L'orologio indica da quante ore è sorto il Sole (horae ab ortu Solis).
Questo sistema di contare le ore risale ad epoche tarde. Sulla lastra di marmo è fissata perpendicolarmente, in un determinato punto, un'asta in ferro chiamata "ortostilo". L'asta genera alla luce del Sole una linea d'ombra, il cui punto estremo è l'elemento utile per la lettura di questo orologio. L'estremità dell'ombra dell'ortostilo, scorrendo sopra le linee incise, fornisce queste indicazioni: le ore trascorse dal sorgere del sole e le stagioni. Il quadrante originariamente era fissato alla parete esposta esattamente a Est.

Il quadro deve giacere sul piano del primo orario, e quindi deve avere un sostegno che lo mantenga sollevato di un angolo pari alla latitudine del luogo in cui viene posizionato.
Come ulteriore miglioramento si potrebbe anche pensare a qualche idea per rendere variabile tale angolo per adattare la meridiana a varie latitudini.

Lo gnomone può essere materializzato con uno stilo infilato nel centro O e perpendicolare al piano della meridiana (di conseguenza, lo stilo punta al mezzocielo). In questo caso è la punta dell'ombra che segna l'ora. Oppure, si può posizionare un rettangolo, sempre perpendicolare al piano della meridiana, e disposto con un lato lungo la linea mediana minore. Di conseguenza il piano del rettangolo coincide con il piano del meridiano astronomico. Il rettangolo proietta un'ombra il cui bordo è parallelo alle linee orarie ed in questo modo segna l'ora.

Antinea

Mercante della Masseria di Lot

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